L’ACCOGLIENZA A SCUOLA


capricci-scuola-corbis-42-67346227-640Il momento della consegna del bambino a Scuola è molto importante, tuttavia a volte perde di significato nella routine quotidiana, soprattutto nelle situazioni in cui i bambini entrano e salutano mamma e insegnante senza troppe esitazioni. Il saluto deve invece trasformarsi in un gesto di cura e di attenzione educativa che l’adulto rivolge nei confronti del bambino. Quindi ho pensato a pochi punti su cui genitore e insegnante possono prestare maggiormente attenzione per rinforzare questo momento.

Se l’ambiente scuola è stato organizzato con le opportune attenzioni pedagogiche, sarà esso stesso a comunicare il luogo dell’accoglienza, così definito perché l’accoglienza è un gesto di grande cura e generosità e se fatto con valore e considerazione verso il bambino, questi si percepirà come una persona importante, di valore, “accolta”, ben voluta e considerata nella sua individualità. L’accoglienza infatti riveste un momento molto importante e delicato che sancisce il passaggio del bambino dalle cure genitoriali a quelle della scuola. Non di rado capita infatti di assistere a situazioni in cui il bambino vive il “distacco” dalla figura genitoriale (o dai nonni) con fatica, angoscia, frustrazione, senso di abbandono, ecc. e altrettanto spesso si assiste ad una mancanza di strumenti e conoscenze da parte dell’adulto sul come intervenire nel pieno rispetto del bambino che soffre. Atteggiamenti e valutazioni pregiudicanti a volte peggiorano la situazione, invece nei momenti in cui questo passaggio avviene nel pieno rispetto della persona che vive il disagio, si risolvono nel migliore dei modi. Il bambino esprime il suo disagio con il pianto, l’attaccamento fisico nei confronti di chi lo ha accompagnato e dal quale non vorrebbe mai staccarsi. Purtroppo capita di assistere a situazioni in cui l’adulto si rivolge al bambino in modo brusco e frettoloso e lo lasci “disperato” alle cure di un’insegnante che molto spesso deve accogliere il bambino che arriva dopo di lui e in qualche modo deve “abbandonare” a sua volta il bambino triste e sconsolato. In questi casi è bene ricordare che lungo il tragitto casa-scuola il bambino non mostra segni di disagio, perché si trova in presenza del genitore che lo accompagna e il quale, solo con la sua presenza, lo conforta e lo rassicura o al contrario manifesta fin dal risveglio una mancanza di collaborazione nel prepararsi per andare a scuola. Questi e altri aspetti sono da osservare per meglio chiarire il quadro di riferimento antecedente la presa in carico del bambino a scuola.

Alcune situazioni rientrano da sole perché fisiologiche al cambiamento, come ad esempio nel periodo di inizio anno, al rientro dalle vacanze o con l’inizio di un nuovo ciclo scolastico. Se l’insegnante si mette sulla porta e si inchina verso ogni bambino che arriva e gli dedica un saluto caloroso congedando il genitore e chiedendo se va tutto bene con un veloce scambio di battute, tutto si risolverà nell’arco di qualche giorno. Anche se è un momento frugale riveste una grande importanza perché si possono porre fin da subito attenzioni che portano clima positivo nell’ingresso a scuola. Inoltre meglio non sottovalutare alcune circostanze di cui è bene informare gli insegnanti, qualora si verificassero. Trasmettere infatti informazioni sul bambino aiuterà l’insegnante e si saprà regolare rispetto a qualche attenzione in più da tenere nei suoi confronti.  (Mi riferisco ad esempio ad una notte burrascosa che potrebbe provocare reazioni diverse come: pianto, stanchezza, nervosismo, tempi più lunghi di risposta, poca voglia di lasciare la propria casa per dirigersi a scuola, ecc. così come avvisare nel caso in cui il bambino, per qualsiasi ragione, ha saltato la colazione, se per inappetenza o per non fare tardi a scuola sono entrambe situazioni da osservare. Nel caso dell’inappetenza potrebbe covare un malanno di stagione, quindi saperlo e tenerlo monitorato per lasciarlo riposare e nel caso più opportuno, richiamare un famigliare che lo venga a prendere. Oppure nel caso del salto della colazione, si potrebbe provvedere con una merenda anticipata e un pochino più abbondante rispetto i compagni, questo perché il restare a digiuno potrebbe causare malumore, nervosismo, stanchezza, ecc. a volte queste comunicazioni tra scuola e famiglia possono davvero fare la differenza e allontanare momenti che potrebbero diventare ingestibili per il disagio vissuto dal bambino il quale, purtroppo, non sapendo ancora tradurre nel modo corretto i propri bisogni e a volte ci provano maldestramente con la tristezza, il silenzio, l’arrabbiatura, le urla o  un comportamento agitato, ecc. solo l’insegnante più attento e rispettoso del bambino saprà osservare ogni suo alunno e accoglierlo nel disagio dimostrato). Ci sono altri momenti tuttavia in cui compaiono disagi ben più profondi e che bisogna valutare meglio. Questi disagi sono a volte  accompagnati da veri e propri sintomi fisici come il mal di pancia, la nausea e il vomito, mal di testa, inappetenza, ecc.

Ma come si può intervenire? Come risolvere questa situazione? La risposta richiede duplici possibilità di intervento. Nel caso di disagi profondi con manifestazioni fisiche, esclusi ovviamente i problemi di natura fisica si possono avviare riflessioni sullo stile di accudimento e attaccamento del figlio alle figure di riferimento e questo tipo di intervento richiede l’aiuto di un esperto nei processi Formativi ed Educativi, un Pedagogista. Il genitore può mettersi in contatto con questo professionista e avviare un’indagine per orientare e indirizzare al meglio un intervento educativo specialistico  (non spettante alle aree sanitarie, perché non siamo in presenza di una malattia!). Una lente esterna e caleidoscopica risulta risolutiva in base al tipo di alleanza che si instaura tra professionista genitori e figli e all’abbassamento di ogni resistenza, timore o paura di intrusione da parte del professionista che sta svolgendo la sua professione con rigore.

Oltre a questo tuttavia si può fare molto ripensando analiticamente ai fatti antecedenti il saluto e a come vengono gestiti a casa tutti quei momenti che precedono in successione il passaggio di consegne famiglia-scuola.  Nella migliore delle ipotesi è possibile migliorare la situazione aumentando le attenzioni educative ed il rispetto dei tempi verso i più piccoli. Saper leggere il loro stato emotivo, verbalizzando e traducendo a parole ciò che provano e sentono. Questo farà percepire ai bambini di essere capiti e che l’adulto ha compreso e tradotto a parole il loro disagio. Altre volte una commistione di paura, disorientamento e di un vero e proprio dispiacere nel lasciare i genitori, aumenta il disagio della separazione. Il rimedio di tutti i mali è il conforto e l’accoglienza delle loro emozioni, l’adulto in tono gentile e fermo deve saper trasmettere e tradurre un’esperienza positiva della scuola.

Un altro grande aiuto spesso sottovalutato e malgestito è la messa al bando di fretta e agitazione del mattino. I momenti che precedono la partenza da casa e il saluto a scuola possono influenzare pesantemente e creare confusione nel piccolo che si sente davvero in confusione e lasciato come un “pacco” nell’ambiente scuola e del quale non può che nutrire sentimenti amari e poco accoglienti, creando una risposta automatica che tradurrà la scuola nel “luogo della separazione e del distacco dalla mamma”, dagli affetti, dalla “base sicura”. A questo fortunatamente si può porre rimedio con un rallentamento dei ritmi, aumentando i momenti di relazione con il bambino, spiegando e verbalizzando tutto ciò che ogni giorno si fa dal momento della della messa a letto fino al momento della sveglia. La routine diventa uno strumento che mette a posto molte dinamiche scorrette o sottovalutate all’interno delle famiglie. Se entrambi i genitori lavorano capita che al mattino sono “di corsa” e fanno le “piste” per arrivare in orario. Se questo poteva “andare bene” (creando stress solo a loro e al loro stile di vita) prima del’arrivo di un bebé, ora un senso di responsabilità e una migliore gestione dei tempi non solo migliorerà lo stile di vita, ma permetterà a tutti di condividere quei pochi momenti che vivono insieme, stando “in relazione” con i figli, trasmettendo loro, grazie alle gestualità della routine quotidiana, grandi momenti nutritivi per la relazione affettiva.  Cara mamma e caro papà cura bene questo momento della giornata così come quello della messa a letto. Crea dei momenti esclusivi ed intimi con i tuoi figli, li farà sentire importanti, accolti e ben voluti, oltre che rispettati nel loro bisogno di cura e di affetto. Prima e dopo la consueta lettura di una fiaba ricorda sempre a tuo figlio cosa lo attenderà a risveglio, parlagli in tono calmo e gentile, spendi poche parole (mi raccomando che siano poche, altrimenti rischia di diventare un addestramento o peggio un’ossessione per il bambino che ha vissuto fino ad oggi con disagio il luogo della scuola)  trasmettendo quanto di più di bello lo attenderà il giorno dopo. (Consiglio spesso di utilizzare un calendario dove i bambini segnano al mattino durante la colazione il giorno che inizia. Quest’ultima è un’attività in cui, se poni la giusta attenzione, ha diverse finalità educative; noterai la sua naturale propensione a volerlo fare da solo, e si porrà in un atteggiamento attivo e di attesa del giorno in cui, ad esempio, si è segnato un evento importante, come un compleanno; così come se avrà identificato ogni giorno della settimana con un colore diverso (e magari dello stesso colore usato a scuola) saprà, per analogia, che il mercoledì è rosso, il giovedì blu, ecc. personalizza il calendario disegnando insieme a tuo figlio un simbolo, o attaccando un adesivo, che gli ricordi l’attività motoria (e quindi avrà già preparato la sera prima la tuta da ginnastica) oppure l’attività pomeridiana extrascolastica, ecc. Vedrai come,  nel lungo periodo, ogni mese sarà ricordato e identificato con le ricorrenze, (Ottobre c’è da preparare la zucca arancione di Halloween, a Dicembre si attende il Natale e inizia il calendario dell’Avvento e subito dopo arriva l’Epifania, a Febbraio c’è il carnevale, ecc.). Dedica le letture della sera a questi importanti momenti dell’anno, troverai spunti educativi da cui puoi trarre insegnamenti preziosi e cucire lègami profondi con tuo figli, lègami che profumano di ricordi e di brodo caldo per l’anima. Vedrai che con tutte queste attenzioni crescerai un figlio sicuro di sé, sereno e gioioso.

Ma tornando al momento del saluto, a  volte capita che il distacco sia vissuto in maniera tragica e sconsolata e che il suo perdurare metta a dura prova te e l’insegnante, non perdere altro tempo e in questo caso contattami e approfondiremo insieme le dinamiche che sottendono queste manifestazioni di disagio.

Se ritieni che questa lettura possa interessare altre persone, non esitare a condividere l’articolo! E non pensare che ciò che per te è scontato lo sia anche per altri, a volte anche semplici letture come questa che ti ho proposto, possono aiutare a risvegliare educatori assopiti e presi dalla corsa della vita quotidiana e rimettere le priorità al posto giusto!


Dott.ssa Tatiana Ruaro

Informazioni su Dott.ssa Tatiana Ruaro

Dott.ssa Tatiana Ruaro Esperto nei Processi Educativi e Formativi Pedagogista, Pedagogista Clinico Iscritto ANPEC nr. 4443 Iscritto SINPE nr. 2342 Professionista disciplinato dalla Legge 4/2013