MAMMA E PAPÀ A CASA CON IL PDP (Piano Didattico Personalizzato)


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Quante cose vorresti chiedere e conoscere quando vai a parlare con gli insegnanti di tuo figlio?

Succede che un giorno arriva a casa l’invito a presentarti a scuola e al cospetto di tutto il Consiglio di Classe e del Dirigente Scolastico, ti vengono esposte tutte le difficoltà scolastiche di tuo figlio e la decisione di adottare un un Piano Didattico Personalizzato che dovrai accettare e sottoscrivere.

Il Piano Didattico Personalizzato è uno strumento molto importante per la progettazione educativa e didattica e serve a garantire agli alunni, che presentano delle difficoltà negli apprendimenti, o dei veri Disturbi ceritificati dai Servizi, a imparare nel rispetto delle loro caratteristiche.

Che cosa deve contenere un PDP?

  • dati anagrafici dell’alunno;

  • profilo didattico dell’alunno;

  • livello degli obiettivi:adattamento degli obiettivi curricolari;

  • attività didattiche individualizzate e personalizzate;

  • strumenti compensativi utilizzati e misure dispensative adottate;

  • forme di verifica e valutazione personalizzate;

  • patto con la famiglia.

Se ne hai uno tra le mani e vuoi ulteriori chiarimenti, non esitare a chiedere il mio intervento, sarò ben felice di rispondere ai tuoi quesiti.

È un documento molto importante perché esplicita la presa in carico dell’alunno da parte di tutti i suoi insegnanti, comprendendo un lavoro e un impegno complesso perché basato sulla personalizzazione e individualizzazione del processo di apprendimento.

Tale personalizzazione va comunque motivata e giustificata ricorrendo solitamente ad un modello dettagliato in cui si leggono le motivazioni di tale scelta, seguita dai riferimenti normativi e legislativi.

Anche gli insegnanti in questi anni hanno sentito il bisogno di nuove indicazioni perché a loro viene chiesto di adottare una didattica inclusiva, cioè uguale per tutti, ma allo stesso tempo di personalizzarla e individualizzarla.

La domanda che mi viene spesso posta è la seguente: ” Come posso rendere individuale e personalizzata la didattica per alcuni, quando mi viene chiesto di utilizzarne una inclusiva, cioè uguale per tutti?”

La Pedagogia da sempre sostiene che è possibile e anzi auspicabile avere attenzioni educative individuali, cioè uniche per ogni singolo bambino o ragazzo e di mantenere un “unico” approccio didattico, il che non significa “uniforme”. Nel rispetto della differenza di tutti e dell’identità di ciascuno, a maggior ragione oggi, in cui si sono riconosciuti questi svantaggi e difficoltà nell’apprendere, con particolare attenzione alle fragilità, alle disabilità ma non solo, l’impegno deve essere ancor più attento e mirato.

La buona e piena partecipazione da parte di tutti gli attori coinvolti, migliora la qualità di vita e in primis dell’alunno. Fondamentale a tal fine risulta la spontanea alleanza che dovrebbe crearsi per mezzo di condivisione di intenti tra Scuola e Famiglia, possibile appunto solo grazie ad un coinvolgimento della Famiglia nella stesura del Progetto Educativo Scolastico dello studente. Tant’è che il PDP dovrebbe prevedere interventi personalizzati e individualizzati a scuola come a casa, è quindi facile da comprendere che se il fil ruoge è il raggiungimento del benessere del bambino/ragazzo, deve esserci collaborazione tra le due agenzie educative. Nella realtà questa armonia  a volte viene a mancare o salta per diverse ragioni.

Apro una parentesi spacificando che il concetto di condivisione è un atto di corresponsabilità e quindi dovrebbe essere esteso anche al bambino/ragazzo tenendo sempre in mente un coinvolgimento idoneo alla sua età, anche questo aspetto a volte viene sottovalutato e salta. Responsabilizzare una persona, significa anche renderla partecipe esplicitandole tutti gli strumenti compensativi (cosa aggiungo per facilitare l’apprendimento) e le misure dispensative (cosa tolgo o semplifico),oltre a strategie e criteri di valutazione più idonei. Inoltre se il genitore non ha gli strumenti o le conoscenze per monitorare la validità delle scelte presentate e sottoscritte, come può interagire con cognizione di causa con il figlio e l’insegnante?

Sia chiaro che non si sta chiedendo al genitore di fare da tutor o da insegnante al figlio, tuttavia il genitore insieme agli insegnanti hanno un ruolo decisivo nel rendere positiva l’esperienza scolastica dei ragazzi! Il percorso individualizzato e personalizzato redatto è da considerarsi come un patto oltre che un piano d’azione, ed ha la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate.

Se hai trovato l’articolo interessante, se conosci qualcuno a cui potrebbe essere utile, condividilo! Oppure chiama e fissa un appuntamento e sarò felice di accompagnare nell’acquisizione di maggiori conoscenze e competenze sulla stesura, compilazione o sulla lettura di un PDP.


Dott.ssa Tatiana Ruaro

Informazioni su Dott.ssa Tatiana Ruaro

Dott.ssa Tatiana Ruaro Esperto nei Processi Educativi e Formativi Pedagogista, Pedagogista Clinico Iscritto ANPEC nr. 4443 Iscritto SINPE nr. 2342 Professionista disciplinato dalla Legge 4/2013