Pedagogia Clinica


000670Nel 1974 l’aggettivo “clinico” attribuito da Guido Pesci alla pedagogia ebbe lo scopo di identificare una disciplina che si affrancava dagli angusti criteri dell’ortopedagogia orientata all’esame, cura e studio del malato per mantenere vivi i motivi ispiratori di quel momento storico, basati sulla necessità dell’ “uguaglianza senza distinzione” e dava inizio ad un percorso culturale, scientifico e professionale orientato al principio di “aiuto alla persona”. Erano anni in cui emulsionava la denuncia contro chi, come l’ortopedagogista, si proponeva in aiuto al “diverso” con criteri sanitarizzanti e assistenziali e il termine “clinico” trovò utilizzo proprio in opposizione alla concezione patologico-terapeutica, focalizzata sul deficit, orientata ai criteri del separatismo, della cultura sensoriale e dell’ortopedia psichica. Questa nuova scienza, la pedagogia clinica, e la professione di pedagogista clinico si imposero dunque in alternativa all’ortopedagogia e agli ortopedagogisti. In una cultura del cambiamento in cui si faceva sempre più vivo il bisogno di rinnovamento e di innovazioni, la pedagogia, scientia magna dell’arte educativa, nell’accezione “clinica” si è arricchita, venendo a comprendervi il prendersi cura della persona. Il successo del vocabolo “clinico” in affiancamento al sostantivo “pedagogia” o “pedagogista” fu immediato. “Pedagogia clinica” divenne il nome della rivista delle Scuole Magistrali Ortofreniche il cui compito istituzionale, sotto l’egida del Ministero della Pubblica Istruzione era di formare insegnanti specializzati di ogni ordine e grado, e il Movimento dei Pedagogisti Clinici, poi divenuto Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici, diede immediatamente prova della validità di questa scienza e dell’opportunità della nuova specialistica attività professionale di pedagogista clinico. La pedagogia clinica, indirizzata al vasto panorama dei bisogni educativi della persona, ha il compito di studiare, approfondire e rinnovare modalità diagnostiche e metodi educativi, finalizzati a garantire un aiuto alla persona e al gruppo, allo scopo di liberare l’individuo da ogni stato di disagio psicofisico e socio-relazionale, e di permettergli di ripristinare in sé nuovi equilibri e nuove disponibilità allo scambio con gli altri. Nell’intento di sviluppare una pedagogia così positivamente creativa, pratica e concreta, capace di compensazione sociale, questa disciplina affonda le radici nella ricerca con risposte educative dai riflessi positivi sul piano della realizzazione.

 

Guido Pesci, Marta Mani. Dizionario di Pedagogia Clinica, 2013, Edizioni Scientifiche ISFAR Firenze


Dott.ssa Tatiana Ruaro

Informazioni su Dott.ssa Tatiana Ruaro

Dott.ssa Tatiana Ruaro Esperto nei Processi Educativi e Formativi Pedagogista, Pedagogista Clinico Iscritto ANPEC nr. 4443 Iscritto SINPE nr. 2342 Professionista disciplinato dalla Legge 4/2013