La fatica di leggere

La fatica di leggere

19 febbraio 2019 Off Di dott.ssa Tatiana Ruaro

La lettura è un atto che implica una serie ordinata di processi molto complessi a carico del sistema ottico, acustico-motorio e mentale. Prima di iniziare l’apprendimento, è sempre opportuno verificare se ogni bambino ha raggiunto e sviluppato questi processi detti processi cognitivi di base (quelli che sono conosciuti come i pre-requisiti dell’apprendimento).
Si possono dare delle indicazioni per accompagnare il bambino ad un’esperienza piacevole e gratificante come quella della lettura. Il piacere della scoperta de libro e di ciò che in esso è raffigurato, infatti, ha inizio ancor prima di imparare a leggere. Ogni cosa che un adulto tiene in mano frequentemente è motivo di curiosità e scoperta ed evoca fascino nel bambino. Prova tu genitore, educatore, adulto di riferimento, a sostituire il cellulare con un libro e vedrai sortire lo stesso effetto di conquista e desiderio. La lettura è contagiosa, perciò se nel contesto familiare il bambino osserva i suoi genitori alle prese con un libro, un quotidiano, ecc. e gli si propone fin da piccolo la visone di pagine, immagini, l’ascolto di brevi storie (con una scelta attenta sui contenuti, basata sul piacere del bambino e sull’interesse per il tema), svilupperà spontaneamente, senza imposizioni dall’esterno, il desiderio di apprendere a leggere. La lettura d’altronde è affascinante perché grazie ad essa si possono conoscere luoghi e mondi reali e immaginari, culture e civiltà passate e presenti e attraverso di essa si arricchisce il linguaggio, permette di argomentare e sostenere conversazioni interessanti, aumenta il bagaglio personale di conoscenza e anzi nutre un fondamentale desiderio di curiosità e interesse per il sapere e la conoscenza. La lettura si evolve verso temi di approfondimento legati ad argomenti di interesse personale o semplicemente ad una lettura di romanzi per i quali si trova un vastissima scelta di genere.
Negli anni molti studiosi si sono interessati al metodo di apprendimento e insegnamento della lettura e nel corso della storia se ne rintracciano diversi. Per distinguerli e classificarli, l’Unesco li divide in tre categorie: metodi sintetici, metodi analitici, metodi analitico-sintetici.
La principale distinzione risiede dal punto di partenza dell’apprendimento della lettura, ovvero si parte dal codice di scrittura (le lettere) per poi passare agli elementi più complessi, cioè le sillabe, le parole e le frasi e quindi sul significato oppure si procede al contrario (metodi globali) in cui si parte dalla parola o a volte anche da un’intera frase; o ancora in maniera mista prendendo un pò dai metodi sillabici e un pò dai metodi globali.
Per i primi (i metodi sintetici) si ricordano il Metodo sillabico del Mialaret, quello di Maria Montessori e il Metodo fonologico di Altieri Biagi. Per i secondi (metodi analitici) si ricordano i Metodi ideo-visivo di Decroly, il Metodo naturale di Freinet, i Metodi globali di Drottens, di Mialaret, di Jadoulle. Mentre per i metodi misti (analitico-sintetici) si ricordano il Metodo Gabrielli e Mazza, il Metodo Deva il Metodo fonematico di Giordano. Per un approfondimento sui metodi si rimanda a letture specifiche. Cito solo un grande lavoro di ricerca, a cui sta seguendo la sperimentazione in alcune scuole, il Metodo ortogenetico ideato dal maestro Giovanni Meneghello e da cui nasce il progetto SigGlo (vai), portato avanti da Claudio Girelli ricercatore in pedagogia sperimentale presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona. La sua ricerca intende valorizzare le pratiche didattiche ed educative utili a promuovere innovazione. Se sei un’insegnante ti consiglio di visitare il sito e raccogliere informazioni.
Per comprendere invece come intervenire quando insorge una difficoltà nella lettura, o quando ci si trova davanti ad un disturbo quale quello della dislessia, è opportuno procedere con una verifica delle Potenzialità, Abilità e Disponibilità ad apprendere. Un “metodo” di procedere proprio della Pedagogia Clinica®. Sulla base di quanto emerge da questa verifica è possibile progettare un percorso educativo per superare la difficoltà o compensare il disturbo (quest’ultimo solo nel caso di certificazione di dislessia). La lettura come già detto sopra, richiede la maturazione dei processi cognitivi di base, ma non solo. In Studio prima di ogni intervento educativo mi preoccupo di indagarne e verificare la loro maturazione e sviluppo. Grazie ad un bagaglio di metodi, tecniche e strumenti propri di questa professione  in Pedagogia Clinica® (ANPEC) si pone in grande considerazione  il principio che qualsiasi apprendimento deve passare “dal proprio corpo” e ne deriva che la strutturazione dello schema corporeo è dominante per qualsiasi conoscenza ed esperienza e che in essa si rintracciano i pre-requisiti degli apprendimenti, di tutti gli apprendimenti curriculari, quindi non solo della lettura. L’esperienza corporea  trasmette e arriva prima di ogni altro insegnamento verbale e astratto e quindi ancora lontano dalla comprensione del bambino di 5 e 6 anni.
La lettura assume in sé tutte le conoscenze connesse al corpo vissuto, sentito e partecipato! Inseguendo l’approccio della Pedagogia Clinica® rivolto alla globalità della persona (che preciso per non confondersi, nulla ha a che fare con il Metodo globale dell’apprendimento della lettura)  è fondamentale porre attenzione alla relazione, rivolgersi al bambino con rispetto e instaurare con lui relazioni positive. Da ciò andrebbero avviate molte riflessioni sul disagio che produce l’impaccio e l’insuccesso che il bambino vive quando si trova di fronte ad un mancato apprendimento e quanto queste esperienze creino un effetto autosvalorizzante e demotivante.  Molti,  infatti, sono gli errori di lettura che indicano il manifestarsi di un disagio e nei percorsi educativi pedagogico-clinici che io attivo in studio, per il recupero o il superamento delle difficoltà di lettura, è importante osservare e conoscere ogni loro manifestazione per abbassarne il carico emotivo.
Se consideriamo queste manifestazioni è altrettanto importante, se non fondamentale, conoscere tutte le situazioni che le generano. Un’altra seria riflessione andrebbe avviata sulle mancanze di attenzioni educative intorno al bambino in difficoltà, le continue richieste da parte dell’adulto di riferimento  – “Leggi a voce alta!”  (e davanti alla classe), le quali anziché produrre un scambio relazionale e opportunità rassicuranti, di fiducia e di rinforzo positivo, ne aumentano ahimè disagio e incertezza.
Se a questo si aggiungono le continue richieste – “Leggi di più!”,  laddove manchino gli incoraggiamenti e le strategie per affrontare diversamente l’apprendimento, di fatto anche in questo caso, se ne aumenterà e consoliderà  la difficoltà.
A parere di chi scrive, l’attuale situazione interetnica, l’underground sociale e culturale delle famiglie, imporrebbe un metodo individualizzato.
Se pensiamo ad esempio ai molti bambini che stanno apprendendo la lingua italiana, ma non loro soltanto, e che in famiglia utilizzano codici diversi (cinesi, russi arabi, inglesi, ecc.),  freni, impedimenti, difficoltà e frustrazioni saranno frequenti, facendo svanire il piacere e la motivazione di apprendere. Per tutte le difficoltà invece che stai incontrando e che ti hanno portato a leggere questo articolo, puoi valutare una verifica pedagogico clinica in cui fin dal primo incontro le attenzioni sono rivolte al bambino o ragazzo con le difficoltà e a rendere il clima simpatetico, cioè a creare simpatia ed empatia nella relazione educativa.
Se pensi che l’articolo possa essere di aiuto a qualcuno che conosci, allora condividilo e creiamo un passaparola. Se sei interessato ad attivare un atelier (vai) pedagogico-clinico® sullo sviluppo dei processi cognitivi di base presso la tua Scuola, Associazione o sei un genitore attento a queste tematiche, puoi proporlo alla Scuola di tuo figlio, le insegnanti prenderanno in considerazione la richiesta e si metteranno in contatto con me.
Per ogni altra informazione, per prendere contatto, per fissare un appuntamento, visita il sito www.tatianaruaro.it